lunedì 5 settembre 2016

In ricordo di un magico borgo medievale: Grazzano Visconti



Di fronte: il passato


Un dì non lontano
di quel Grazzano
varcato l’uscio,
la sola quiete
la man mi prese

e all’antico Evo
transir mi fece
per udir dopo tanto
dei “can da la bissa”
l’ululato stanco

e della nota
piccola Aloisa,
dal tradimento
a morte ferita,
il grido affranto.

Poscia per ore
Il borgo e il
suo castello
tutto perlustrai,
un Visconti mai.

Solo simili a me
meravigliati assai
di ritrovarsi
dopo secoli
a viver come sai.

Orlando A. Cangià


domenica 4 settembre 2016

Oggi celebriamo la grandezza di una piccola donna



Amen dico vobis: Quisquis non receperit regnum Dei velut parvulus, non intrabit in illud .
In verità io vi dico che chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso.
(Marco 10, 15)


Tanto piccola,
ma per l’Immenso
solo unica.


Orlando A. Cangià

giovedì 1 settembre 2016

Ritorno alla vita




Tolle argumenta, ubi fides quaeritur.
Togli via le argomentazioni dove si richiede la fede.
Ambrosius



L’albero della vita
Fatalmente diretto
alla suprema vampa
e per certo costretto
ad annientar la rampa.
Finalmente eletto
al soffio della Sfera
a ritornar per sempre
quello che era.
Orlando A. Cangià

giovedì 25 agosto 2016

Una preghiera per i terremotati.




Per chi non si è più risvegliato, come per chi si è risvegliato, da quella tremenda notte”cupa” la mia prece dal più profondo del cuore sale.


Imperitura prece
La terra trema
senza lasciar che
pietra su pietra
resti ancora:
è il maligno,
che una notte cupa,
viene a sorprendere
chi ben riposa.
Signore, stringi
chi l’alma ti ridona.
La tua pietà ascolti
chi ti implora,
e risani chi
in questa “valle
di lacrime”
si risveglia ognora.
Orlando A. Cangià

giovedì 18 agosto 2016

Una città che muore



Dedicata alla città di Aleppo in queste sue ore drammatiche e per il legame affettivo e di amicizia con alcuni dei suoi splendidi figli.




Una città che muore


Illustre e vetusto
insediamento,
sempre fulgente
di più bianco candore.

Oggi conteso
da soverchie fazioni
e lacerato
da troppe esplosioni.

Dov’è allora
dei grandi la ragione,
del disumano l’orrore?
E’ solo dei giusti
Il gran dolore.

Loro sì impotenti,
non certo ai potenti,
affidano il cuore,
ma a un miracolo
di semplice Amore.


Orlando A. Cangià


mercoledì 6 luglio 2016

Una "Promessa" premiata.



A Ortona il 3 luglio 2016 durante il Premio letterario letterario "Strade di Poesia", concorso nazionale di poesia dedicato a " S. Tommaso e la Fede", è stato assegnato il Premio artistico- letterario G. Rossi alla poesia "Promessa " di Orlando Amedeo Cangià.



Promessa


Lento, ma certo cala il vespero
e scorge un pargoletto querulo,
orbato ormai della panacea,
in riva al mare di Galilea.

“Mio Signore, sono disperato
hanno atrocemente giustiziato
l’uomo che sapeva ascoltare,
comprendermi e sempre perdonare.

Lo potessi un istante rivedere,
e con tutto lo slancio abbracciare”.
“Ecco ora puoi finalmente farlo,

quell’uomo son Io che ti parlo,
non ti avrei mai abbandonato e,
come promesso, sono ritornato.






Orlando A. Cangià