lunedì 5 ottobre 2015

Dedicata a Mariagrazia






“Il matrimonio è stato spesso paragonato a quelle feste dove chi è fuori vorrebbe entrare, e chi è dentro sarebbe tanto contento di uscire” (John Davies)
E’ vero che “all’amor non si comanda”, ma alla decisione sì , e per mantenere la promessa è sufficiente l’impegno?

Dedicata a te Mariagrazia nel quarantesimo anniversario di matrimonio.




Non solo impegno, il segreto.


Tanti anni da quella decisione:
una festa senza interruzione,
ospite genitore e nonnina,
dove oggi figlio e nipotina.

Quando tu afflitta ed io silente
non rinunci se riesco esultante;
io, attratto forse dall’altrui malia,
non recedo solo per la tua magia.

Che importa se nel volersi bene
un tempo dominava la pulsione
mentre oggi  prevale affezione?

Per durare nella mutua impresa
un sol presupposto è importante:
che la Sua presenza sia costante.




Orlando A. Cangià








mercoledì 29 luglio 2015

Una sposa tutta d'oro


La città di Costantino


Non per nulla è  stata capitale di tre imperi: bizzantino, romano e ottomano.

Insieme a Roma detiene il primato delle città antiche più grandiose, non solo per i suoi monumenti, ma anche e soprattutto per la sua storia.

Averla conosciuta, anche solo per poche ora, ha costituito in me un'esperienza indimenticabile.




Una Sposa tutta d’oro


Mentre verso te mi appropinquavo,
il grido di meraviglia ancora udivo,
abbagliato anch’io dal fulgore
di un aureo corpo seduttore.

Gemella in virtù di somiglianza,
sempre rivale di quella Eterna,
solo del crociato la prepotenza
e dell’ottomano la scimitarra

violar poterono il tuo riserbo
e oggi, malgrado la tarda età,
sinora stupende le braccia mostri,

posandole sui bordi del Canale,
e unisci così due continenti
che mutar potresti in universi.





Orlando A. Cangià

domenica 7 giugno 2015

E' sempre poesia?





Mi rivolgo agli amici critici che dividono con un colpo d’accetta in due famiglie i  poeti: quella di coloro che scrivono in versi “controllati”, e ritenuti perciò tali, e quelli che scrivono in versi “liberi” ritenuti “se dicenti”, “poeti a richiesta”, “poeti a pagamento”, “poeti della rete” perché non capaci di scrivere in metrica e “non potrebbe, come dicono loro,  essere diversamente …” senza supporre che per alcuni di essi tale forma possa essere il loro stile specifico.
Ho voluto citare, nel mio caso, il giudizio “contro corrente” dell’amico Luigi Ruggeri, che di poesia un po’ se ne intende.  Certo su 133 composizioni da me scritte a tutt’oggi la maggior parte, ossia 107 sono a verso libero, ma 26 ( 1 ode, 7 sonetti e 18 haiku) sono a verso controllato a dimostrare che forse io sappia anche usare la metrica, ma riesca meglio ad esprimermi diversamente senza perciò scalfire la “sacralità” della poesia.